Champions League, le 5 sviste arbitrali più clamorose degli ultimi 10 anni

Il rigore discusso calciato da Cristiano Ronaldo all’ultimo secondo di Real Madrid-Juventus ha riportato in auge diversi temi, dall’utilizzo del Var anche in Europa al potere delle spagnole.

Premessa doverosa, chi scrive non crede ad alcun complotto ideato negli anni dalla Uefa per potare coppe a Madrid e Barcellona, a discapito di Torino, Londra o altre città, altrimenti, se si pensasse a qualcosa del genere, perchè seguire il calcio? Piuttosto, si potrebbe discutere sulla “scarsezza” di alcuni arbitri mandati a dirigere determinate partite, o sulla pressione psicologica che devono affrontare quando arbitrano in templi come il Bernabeu o il Camp Nou, dove, effettivamente, fischiare un rigore contro (o non fischiarne uno a favore) i padroni di casa può intimorire.

Il controverso episodio Benatia-Vazquez, a prescindere fosse rigore o meno, seguito dalle proteste furiose di Buffon e compagni, ha riportato alla mente alcuni episodi visti nel recente passato in altre gare di Champions League, dove spesso Real e Barcellona sono state, loro malgrado, protagoniste in negativo.

Stagione 2008/09: CHELSEA-BARCELLONA

Il 6 Maggio 2009 Chelsea e Barcellona si contendono un posto in finale. Le squadre di Hiddink e Guardiola, dopo lo 0-0 del Camp Nou, cercano il pass per la finale di Roma allo Stamford Bridge. Il gol dei londinesi di Essien tiene a lungo la gara sull’1-0, avvicinando la squadra di Drogba alla finalissima. A fine primo tempo iniziano però le proteste: prima Anelka e poi Drogba vanno a terra in area avversaria, per l’arbitro Ovrebo non c’è nulla e la gara prosegue tra i mugugni dei tifosi londinesi. La ripresa inizia come era finito il primo tempo, anzi, il fischietto norvegese entra ancor più in scena: prima espellendo Abidal per un fallo da ultimo uomo mai realizzato, poi nega al Chelsea un sacrosanto rigore su fallo di mano di Piquè. A cavallo dei minuti finali la beffa: Essien liscia, Iniesta da fuori pesca il jolly all’incrocio che spedisce il Barca in finale. Finita così? Assolutamente no, perchè i minuti finali diventano una questione personale tra il fischietto norvegese ed i calciatori del Chelsea: su calcio d’angolo avversario Eto’o tocca con il gomito la palla nella propria area, nemmeno questa volta per il direttore di gara è rigore, con Ballack furente che lo insegue per il campo e, al triplice fischio, la scena che passerà alla storia con Drogba che urlerà davanti alle telecamere “è uno scandalo!”. Il Barcellona andrà in finale realizzando il primo triplete della propria storia e al Chelsea resteranno soltanto rabbia e rimpianti, parzialmente vendicati 3 anni dopo, quando eliminando il Barcellona in semifinale metteranno il primo mattoncino della coppa conquistata contro il Bayern.

Ballack furibondo con Ovrebo in occasione del gomito in area di Eto’o non visto in pieno recupero
Tutta la rabbia di Drogba al fischio finale davanti alle telecamere

Stagione 2009/10: BAYERN MONACO-FIORENTINA:

La Viola di Cesare Prandelli si presenta agli ottavi di finale dopo un ottimo girone che l’ha vista imporsi due volte contro il Liverpool e a Firenze contro il Lione. A Monaco di Baviera i tedeschi passano in vantaggio su giusto rigore trasformato da Robben a fine primo tempo, ma nella ripresa succede di tutto. L’arbitro di quella gara? Ancora lui, il norvegese Ovrebo! Dopo 5 minuti la Fiorentina pareggia con Kroldrup, ma al 73′ il fischietto torna protagonista come un anno prima: Gobbi ostacola Robben con il gomito alto, per il norvegese è addirittura cartellino rosso. Prandelli non ci sta e protesta, ma è costretto a togliere Jovetic ed inserire Felipe, proprio il difensore da poco in campo subisce una bruttissima entrata da parte di Klose, sarebbe cartellino rosso, non per Ovrebo che sventola il giallo. Dopo due controverse decisioni arriva la beffa nel finale, ancora con Ovrebo protagonista: tiro di Robben da fuori, respinta corta di Frey, si avventa sul pallone Olic che la passa a Klose, il tedesco, in clamoroso fuorigioco di due metri, segna e sigla il 2-1 finale, convalidato dall’arbitro e dal guardalinee Dag-Roger Nebben. Sarà un errore decisivo perchè, forte del 3-2 del ritorno, con l’1-1 ai quarti di finale sarebbe andata la Viola.

Il nettissimo fuorigioco di Klose non rilevato in Bayern-Fiorentina

Stagione 2015/16: JUVENTUS-BAYERN MONACO e BAYERN MONACO-JUVENTUS

Dopo la finale di Berlino la Juventus di Allegri si ripresenta in Champions battendo il City due volte nel girone ma arrivando seconda dietro gli inglesi a causa di una sconfitta, all’ultima giornata del gruppo, contro il Siviglia di Llorente, anche a causa della giornata no sotto porta di Alvaro Morata. Al sorteggio si ritrova così davanti una prima, e che prima: il Bayern Monaco. L’andata di Torino è caratterizzata da una serie di errori evidenti della terna arbitrale, guidata dall’inglese Martin Atkinson: prima non vede un possibile fallo di mano in area bavarese dell’ex Vidal su cross di Pogba, poi all’ultimo minuto del primo tempo non vede un incredibile fuorigioco di Lewandoski che, solo davanti a Buffon, gli ostacola la visuale sul gol di Muller. Nella ripresa l’arbitro inglese lascia ancora a desiderare, nell’azione del raddoppio di Robben ancora Lewandoski si rende protagonista di una evidente trattenuta su Bonucci, ancora ignorata. La rimonta bianconera con Dybala e Stuararo riporterà la gara sui binari giusti con la possibilità di ribaltare la qualificazione al ritorno, gara però, anche quella, forse più, macchiata da sviste arbitrali.

A Monaco di Baviera la Juve parte forte con il gol di Pogba, e troverebbe il raddoppio già prima della mezz’ora: rinvio di Neuer, intercetto di Khedira, assist per Morata che in pallonetto la mette in rete, ma l’arbitro svedese Jonas Eriksson annulla tutto per fuorigioco inesistente visto che il tedesco Kimmich teneva in gioco di quasi un metro l’attaccante spagnolo. Ancora il baby Kimmich è protagonista in negativo poco dopo, quando in corsa, accanto ancora ad Alvaro Morata, si ferma e lo colpisce con un gomito, Eriksson fa segno di proseguire ma era un intervento da rosso diretto. I bianconeri trovano il 2-0 con Cuadrado ma nel secondo tempo subiscono la rimonta di Lewandoski e Muller, che prolungano la gara ai supplementari, quando Thiago Alcantara trova poi il 3-2 bavarese. Poco dopo arriva anche il 4-2 ell’ex Coman, viziato però dal netto fallo di Kimmich, che già doveva essere espulso, sul ginocchio di Pogba, dal cui ribaltamento di fronte nasce la quarta rete. L’ennesimo disastro arbitrale in una stagione che aveva visto penalizzata anche la Roma con il Real Madrid. Guardiola dirà che non bisogna mai lamentarsi dell’arbitraggio, salvo ricredersi due anni dopo in occasione di Manchester City-Liverpool. 

Il fuorigioco di Lewandoski nell’1-0 bavarese di Torino
Servito da Khedira, Morata era tenuto in gioco da Kimmich in occasione del gol annullato erroneamente nella gara di Monaco di Baviera

Stagione 2016/17: BARCELLONA-PSG

La madre di tutte le rimonte, una gara epica che ha tenuto incollati davanti alle tv milioni di appassionati, entusiasti e commossi dalla pazzia della rimonta di 4 reti del Barcellona nei confronti del Psg. Premesso che quando perdi una gara 6-1 non c’è arbitro o errore arbitrale che tenga, è curioso notare come anche quella gara fu macchiata da alcuni episodi dubbi ed uno clamoroso, tant’è che il designatore Collina decise di sospendere l’arbitro tedesco Ayetekin. Ma andiamo con ordine. Dopo il 4-0 di Parigi il ritorno degli ottavi di finale sembra una formalità, non per una squadra come il Barcellona, determinata a provare a ribaltare tutto. Il gol di Suarez dopo soli 3′ incoraggia il pubblico a crederci, ma l’impresa sembra ardua. Dal 40′ succederà di tutto, compresa qualche svista arbitrale. Prima l’autorete di Kurzawa, poi il rigore trasformato da Messi, portano la gara sul 3-0 ad un passo dalla parità assoluta. Nel mentre, due possibili espulsioni per parte, non date a Neymar e Verratti. Al 62′ il gol di Cavani sembra chiudere la pratica, ma la punizione di Neymar rimette tutto in gioco a due minuti dalla fine. Proprio al 91′ l’errore più marchiano, la caduta in area di Suarez, su lievissimo tocco di Marquinhos, che porta al 5-1 di Neymar dal dischetto. Certo, ci sarebbe un altro gol subito, quello di Sergi Roberto, che non rende l’errore così decisivo come altri, ma resta da capire cosa abbia visto il fischietto tedesco in occasione della caduta, anche goffa, di Suarez.

La goffa caduta di Suarez che vale il rigore del 5-1

Stagione 2016/17: REAL MADRID-BAYERN MONACO

Soltanto un anno fa, prima della Juventus, era stato il Bayern Monaco a provare sulla sua pelle il peso del Bernabeu, con un arbitraggio decisamente peggiore, diremmo ai limiti della follia, dell’ungherese Kassai. Dopo l’1-2 interno a Monaco di Baviera, ai tedeschi serve l’impresa a Madrid, non come quella sfiorata dalla Juventus, ma pur sempre impresa. E l’impresa viene sfiorata, perchè grazie a Lewandoski e all’autorete di Sergio Ramos, inframezzate dal pari del solito Ronaldo, la gara va ai supplementari. Prima del 90′, l’espulsione completamente sbagliata di Vidal, che, su intervento su Asensio, colpisce nettamente la palla. Nei supplementari però, le topiche dell’arbitro ungherese aumentano, convalidando incredibilmente il 2-2 di Cristiano Ronaldo in nettissimo fuorigioco di almeno un metro, e ripetendosi sul 3-2 , ancora del portoghese, ancora in fuorigioco su assist di Marcelo. La gara terminerà 4-2 con il poker di Asensio.

Nel gol del 2-2 Cristiano Ronaldo è in evidente fuorigioco
Anche il 3-2 del portoghese è irregolare

Queste le 5 sviste più clamorose dell’ultimo decennio, perchè quindi, non dare la possibilità ai fischietti internazionali di poter consultare il Var anche in un torneo ad eliminazione diretta come la Champions League, dove l’episodio può essere ancor più decisivo che nei campionati?

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