Che fine ha fatto…? Michael Essien, il mastino giramondo

Non sempre un curriculum di primo livello serve. O meglio, se hai giocato nel Chelsea, Real Madrid e Milan una squadra la trovi sicuro anche se hai 34 anni.

L’ eccezione però, ha un nome e cognome: Michael Essien. Nato nella capitale ghanese, Accra, il 3 dicembre 1982, Essien prova a distrarsi dalla povertà col calcio, è la sola e unica cosa che lo rende felice, come capita spesso ai bambini. In città è nata da poco tempo una piccola associazione in cui il calcio è la materia prima. Si gioca tanto e ci si diverte. La cosa fondamentale è passare del tempo insieme, giocando. La squadra si chiama Liberty Professional e il suo stadio ha poco più di mille posti a sedere. Ormai adolescente, Essien dimostra buona tecnica col pallone ed è sicuramente il migliore della squadra. In Africa si trovano molti osservatori di club europei che provano a prelevare ragazzini, a costi bassissimi, a condizione che siano bravi coi piedi.

Ferguson, che ha occhi e uomini ovunque, viene informato che un giovane africano può svolgere un provino a Carrington, villaggio del Manchester United e delle sue giovanili. Essien, tra lo stupore e la felicità, sale sull’aereo e si ritrova in un luogo freddo e nebbioso. Non sa neanche come chiamarla quella nuvola bassissima che ti impedisce di vedere più in là di venti metri. Si mette gli scarpini e dopo qualche settimana, i dirigenti decidono se il ragazzo è in out. Il ruolo da difensore centrale è assai arduo per chi ha giocato a ritmi africani e si ritrova improvvisamente ad affrontare avversari di tutt’altro genere, seppur nelle giovanili. Purtroppo Michael non resterà a Manchester, poichè la burocrazia inglese non gli concede il permesso di lavoro.

Lo United prova a girarlo in Belgio ma la madre di Michael opta per la Francia. Per sua fortuna, ha una seconda chance europea e viene ingaggiato neanche maggiorenne, nella splendida Corsica per vestire la maglia del Bastia. La compagine corsa vive un momento storico niente male: due anni prima ha vinto l’Intertoto e nel 1995 è arrivata finalista nella coppa di Lega francese persa però a Parigi contro i nemici del PSG di Weah e Ginola. Essien arriva in punta di piedi, si parla bene di lui, seppur proveniente da una realtà, lontanissima da quella europea. Il mister del Bastia tale Frédéric Antonetti (allenatore della finale persa nel ’95) vede nel ghanese qualcosa di speciale e decide di dargli fiducia già da subito. Debutta nelle prime giornate di campionato contro il Metz, per poi segnare il primo gol proprio contro il Metz, nella gara di ritorno persa per 3-2. Antonetti lo farà scendere in campo tredici volte, con buoni risultati. Nell’estate del 2001 è Robert Nouzaret il nuovo allenatore del Bastia. Dopo averlo visto con i suoi occhi, il francese, o meglio il marsigliese, è convinto che Essien, schierato in mezzo al campo dia una migliore circolazione di palla alla squadra, anche perchè è molto bravo a recuperare palloni importanti. Nouzaret ci lavora su, dà fiducia al giovane Michael nel nuovo ruolo e il ghanese ripaga con buonissime prestazioni risultando in tre partite (Nantes, Lorient e Guingamp) il marcatore decisivo. Assieme a Dieuze e Juenechamp, formerà un tridente di centrocampo, invidiabile alle grandi di Francia. Nonostante le cose in campionato non siano andate benissimo (undicesimo posto) il Bastia arriva nuovamente in finale di coppa di Lega, perdendo ancora una volta al Saint Denis, contro il Lorient. Nouzaret verrà cacciato grazie ad alcuni dissidi con la dirigenza, la quale affiderà la panchina a Gérard Gili anche lui di Marsiglia. Nella sua ultima stagione in Corsica, Essien realizza ben sei reti portando il Bastia ad un deludente dodicesimo posto. Ormai però è tempo di cambiare, e in Francia lo vogliono i tre club principali: Marsiglia, Lione e PSG.

Essien opterà per la seconda opzione che in quelle stagioni sta vivendo un momento autentico di gloria. Momento si fa per dire visto che, il Lione, vincerà per sette stagioni consecutive i primi sette titoli della sua storia. Un cammino iniziato nel 2001 con Santini per poi continuare con Le Guen, Houllier e Perrin fino al 2008, anno dell’ultimo titolo del club. Essien entra nel pieno degli anni di gloria e si ritrova accanto un certo Juninho Pernambucano oltre che a Dhorasoo e Malouda. Le Guen consegna la maglia da titolare col numero 4 al giovane ghanese, pagato circa otto milioni di euro e i risultati saranno strepitosi. Essien deve solo rincorrere gli avversari, recuperare palla e passarla a Juninho, poi ci pensa lui. Un pò come Gattuso e Pirlo e il gioco è fatto. Essien debutta anche in Champions League ma i francesi devono inchinarsi al Porto, guidato da un sorprendente Mourinho che il 26 maggio stupirà ancora di più il mondo calcistico, vincendo per 3 a 0 contro il Monaco di July, Rothen e Morientes, portando così al Do Dragao la seconda Champions del club dopo quella vinta nel 1987 contro l’altro Monaco ben più famoso, forte e titolato. Il campionato ovviamente è vinto dal Lione che stacca di dodici punti il Lille. Essien rimarrà un altra stagione in Francia, vincendo nuovamente il titolo, segnando quattro gol in campionato (uno in più della precedente stagione) e fermandosi di nuovo ai quarti di Champions grazie ai supplementari al Gerland contro il PSV. Essien non può rimanere per tanto tempo in Francia. Gli inglesi e gli spagnoli lo vogliono e infatti a spuntarla è il Chelsea di Abramovich che paga 32,3 milioni di sterline il ghanese. Grazie a quei 300mila pound in più, Essien sarà l’acquisto più caro della storia del Chelsea (poi ci ha pensato Fernando Torres a superarlo), battendo i 32 milioni di sterline con cui il Chelsea ha prelevato Drogba dal Marsiglia la stagione precedente.

A Londra trova Mourinho e una squadra ancora una volta campione in carica, grazie ai numerosi fuoriclasse che vi giocano: Cech, Terry, Lampard, Gallas, Drogba e Robben. Lo Special One colloca subito Essien nel suo centrocampo ideale a fianco di Lampard. I due, in coppia a centrocampo sono semplicemente perfetti. Grazie anche all’infortunio di Makélélé, il ghanese col 5 sulle spalle troverà molto più spazio. Il primo gol con la maglia Blues arriverà l’ 11 marzo 2006, rete decisiva per superare il Tottenham per due reti a uno. Replica poco più di un mese dopo, con un incursione personale e un tiro potentissimo da fuori. Intanto è divenuto un perno centrale della sua nazionale che non ha fatto benissimo in Germania ma farà quasi un miracolo in Sudafrica, quattro anni più tardi. Dopo un grave infortunio in nazionale (sette mesi ai box) Essien torna a comandare il centrocampo Blues. E’ ormai Aprile e Maggio è alle porte: per il Chelsea significa semifinale di Champions League. Dopo aver battuto Juve e Liverpool li attende al Camp Nou, il nuovo Barça di Guardiola. Si attende un grande match ma invece le reti non si gonfiano e tutto viene rimandato a Londra una settimana dopo. Al nono minuto di gioco, in uno Stamford Bridge completamente blu e bianco, è proprio il ghanese a portare avanti gli inglesi con un sinistro al volo da fuori area che urta la traversa e si insacca alle spalle di un incolpevole Valdés, che non ha ben capito cosa sia successo. Il gol è semplicemente bellissimo e vale la pena di rivederlo anche oggi, se qualcuno se ne fosse dimenticato. Il protagonista del match però non è quello che ci aspettavamo. Messi? No. Drogba? Neanche. Ovrebo? Si, proprio lui. Il suo compito non prevede di calciare la palla ma bensì di dirigere in modo equo un grande match. Non farà esattamente così. Nel mezzo di tutto questo, Abidal viene espulso ma il Barça pareggia. Cross di Dani Alves, la palla finisce a Touré che però controlla male, Essien è sulla palla ma la manca clamorosamente, palla sui piedi di Messi, appoggia fuori per Iniesta il quale calcia da fermo e la mette al sette. Delirio blaugrana. Iniesta festeggia insieme a tutta la Catalogna. Nei minuti di recupero Ovrebo, non fischia un tocco col braccio di Eto’o in area. Ballack lo insegue e lo vorrebbe uccidere, come tutto lo stadio. Fischia invece tre volte e manda a Roma il Barcellona.Digerita la delusione, doppia, visto che la stagione precedente il Chelsea perse la finale contro lo United, il Chelsea prova a vincere la FA Cup. La rimonta sull’ Everton regalerà ai blues una magra consolazione.

La squadra è comunque forte e in panchina arriva Carlo Ancelotti, pronto a riportare il titolo nella Londra Blues. E a maggio sarà proprio il Chelsea a vincere il titolo grazie ad un solo punto di distacco dal Manchester United, alle prese con una pesante assenza lasciata da Ronaldo e difficilmente rimpiazzabile. Tuttavia Essien si trova ancora alle prese con svariati infortuni che lo terranno lontano dai campi per diverso tempo. Un grave infortunio nella Coppa d’Africa nel 2010 gli farà saltare il Mondiale sudafricano. Le due seguenti stagioni saranno ancora travagliate da molteplici infortuni.

Esssien prova a cambiare aria e dalla nebbiosa capitale inglese, si trasferisce alla solare capitale spagnola, al Real Madrid. Al Bernabeu è arrivato Mourinho, il quale conosce la situazione del ghanese e offre a Michael un contratto annuale, seppur con la formula del prestito. Segna due reti (la seconda la dedica al portoghese) e si adatta bene al calcio spagnolo. Dopo un secondo posto dietro al Barça, Perez ingaggia Ancelotti come allenatore, Essien storce il naso visto che con l’ex milanista non ha legato come voleva. Ed infatti, con Ancelotti, Essien dura fino a fine gennaio, poichè il ghanese cede alle lusinghe del Milan.

Non è però il miglior momento storico del Milan, la stagione è difficile e piena di polemiche. Allegri prima, Tassotti nel mezzo e Seedorf poi. Questi gli allenatori che in otto mesi si sono seduti sulla panchina rossonera. Zero reti per Essien, in un anno e mezzo a San Siro. Prestazioni anonime per il ghanese come del resto tutta la squadra. Essien lascia Milanello in punta di piedi e firma nel giro di poco, un contratto annuale col Panathinaikos.

Il campionato è uno dei più incredibili della storia calcistica europea e non. Non pensiate che sia una stagione combattuta: la classifica finale sembra uno scherzo. Provate a mettere il Barcellona in Segunda Division e vediamo di quanti punti stacca la seconda. La classifica del campionato greco ’15-16 recita così: Olympiacos 85 punti, Panathinaikos 55 punti. Non serve dire altro.

Dalla scorsa estate il ghanese si ritrova svincolato e ,così, Avram Grant, che ha allenato Essien al Chelsea, decide di non chiamarlo per la Coppa d’Africa in Gabon. A Marzo 2017 torna in campo, decidendo di ripartire dall’Indonesia, firmando con il Persib.

Muscoli e sostanza, c’era una volta Michael Essien,

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