Storie di Football Manager: una salvezza assurda

Gioco a Football Manager da tanti anni, da quando si chiamava ancora Championship Manager e pallini 2D (che ancora uso, rigorosamente) sembravano una grande novità dopo anni di “solo commento”. Spesso, durante una carriera, a metà stagione volgevo uno sguardo alla classifica, se c’era una squadra in una situazione di classifica difficile e quasi compromessa provavo a prenderla, aggiungendo un secondo allenatore, in cerca dell’impresa.
E così faccio anche questa volta, alleno al primo anno il Sassuolo, la squadra si assesta su una medio bassa classifica dopo aver provato l’esperienza dell’Europa League terminata ai gironi, a fine stagione, quando ormai i neroverdi sono quasi del tutto al sicuro, in fondo alla classifica c’è la Fiorentina ultima a sei punti dalla zona salvezza e con una serie interminabile di sconfitte patite da Bielsa, subentrato a Sousa un paio di mesi prima. Mi alletta l’idea di provare l’impresa, così mi siedo virtualmente sulla panchina viola. La rosa è buona, certamente non da zona salvezza, ma ha chiaramente qualche problema, soprattutto di morale dopo tante sconfitte.
Si parte subito bene centrando la vittoria contro il Bologna e pareggiando con il Cagliari una gara stradominata, poi affronto proprio il mio Sassuolo (che fatica gestire una partita nella quale alleni entrambe le squadre!) sopra di 2-0 dopo 20′ alla fine cedo clamorosamente 4-2 e vedo le posizioni salvezza allontanarsi. La squadra a quel punto sembra entrare in un circolo vizioso inanellando una serie di sconfitte meritate e sonore, con pochi tiri in porta e gol presi ai primi tiri. La zona salvezza arrivare a distare fino a nove punti. Una delle ultime chiamate mostra segni di risveglio, buona gara contro la Roma ma, nonostante tante occasioni, finisce pari, così come contro l’Udinese. A San Siro con l’Inter ben figuro ma perdo di misura, a 4 giornate dalla fine Pescara, Cagliari e Genoa hanno 10 punti più di me. Solo la matematica mi tiene in gioco, 12 punti a disposizione su 10 di distacco, se le mie avversarie dirette fanno almeno una vittoria è Serie B.
A questo punto succede l’incredibile, con l’Atalanta è l’ultima, definitiva chiamata: decido di provare un gioco molto più offensivo e rischioso, non abbiamo nulla da perdere, è 3-2. Il mio alter-ego con il Sassuolo mi da una mano vincendo con il Cagliari, Pescara e Genoa vanno ko con Lazio e Napoli: è -7 a 3 giornate dalla fine.
Arriva la 36esima di campionato, c’è lo scontro diretto con il Pescara, è un 3-2 sofferto in 10 che mi porta a -4 dagli abruzzesi e dal Cagliari, mentre il Genoa si chiama fuori dalla lotta salvezza vincendo, siamo ancori vivi.
E’ il momento della 37esima, penultima di campionato: la Viola vince con un 1-0 striminzito al Chievo portandosi a -1, mentre Pescara e Cagliari continuano a suicidarsi con Roma e Milan, ce la giochiamo fino all’ultimo, già un enorme risultato viste le premesse di poche giornate prima.
Se fin’ora il calendario ci aveva dato una mano, all’ultima giornata al San Paolo serve l’impresa contro un Napoli che non ha più nulla da chiedere al campionato, mentre Cagliari e Pescara devono steccare contro Udinese e un Palermo già retrocesso.
E un’ultima giornata ovviamente al cardiopalma, perchè dopo aver assaporato fino in fondo il gusto amaro di una retrocessione ormai certa da certificare solo con la matematica, ora siamo pienamente in corsa e ci crediamo fino in fondo. Anche a Napoli la Viola non delude: 2 volte in vantaggio, due volte ripresa, altre occasioni da una parte e dell’altra, è 2-2 finale, il Cagliari rimonta ma non vince con l’Udinese,  ma soprattutto il Pescara perde contro i siciliani: per la Fiorentina è Serie A. Da -10 a 4 giornate dalla fine a salvi, storia della salvezza più assurda che abbia mai raggiunto e mai visto.
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