Capello ricorda: “Ronaldo, il più difficile da gestire, zero sacrifici e festini la sera, arrivò a pesare come un pugile”

“Il calciatore più difficile da gestire?
Tutti pensano a Cassano.
Antonio era giovane, bravo sul campo, ma matto fuori.
Bisognava essere raddrizzato, in squadra c’era gente che lo faceva stare tranquillo.
Il più difficile da gestire è stato il più bravo che ho allenato, Ronaldo il ‘Fenomeno’.
Vi racconto perché.
Io allenavo il Real Madrid, lui veniva da un infortunio e si presentò a novembre per ricominciare. Pesava 96 kg, roba da pugilato.
Gli chiesi quanto pesava quando vinse il Mondiale nel 2002, era 84 kg e gli chiesi di arrivare almeno a 88 kg.
E’ stato un peccato, non voleva fare il minimo sacrificio ed è arrivato al massimo a 94 kg.
Giocò tre gare in coppia con van Nistelrooy, perdemmo tutte e tre le partite.
E poi era solito organizzare delle feste, una volta Van Nistelrooy mi ha detto ‘Mister, ma qui negli spogliatoi si sente puzza di alcol’.
Poi, quando si è trasferito a Milano, abbiamo iniziato a vincere.
Ma se parliamo di talento, è stato il più grande, senza dubbio.
Ho avuto anche due calciatori con problemi legati alla giustizia, mi avevano raccontato delle problematiche che hanno avuto e abbiamo lavorato anche per rimediare al passato. Provenivano dalle favelas, uno di loro aveva un buco in pancia”.

FABIO CAPELLO 

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