Che fine ha fatto? Marco Motta, il primo tassello del Marotta bianconero

Si sa, nella storia del calcio son da sempre esistiti dei cicli, grandi squadre capaci di vincere a ripetizione e far parlare di sè nel tempo. Dall’Ajax di Cruijff al Milan di Sacchi, dal Barcellona di Guardiola alla Juve di Lippi, senza dimenticare il Milan di Ancelotti o l’Inter di Mourinho. Un altro ciclo, storico, che il nostro calcio mai ha visto prima d’ora, è quello della Juventus capace di vincere ininterrottamente il titolo per otto campionati di fila, con prima Antonio Conte e poi Massimiliano Allegri sulla sua panchina.

Ogni ciclo che si rispetti è iniziato con un tassello, quello del recente ciclo di vittorie bianconere, forse in pochi se lo ricorderanno, è invece partito con uno che, a dir la verità, poco ha fatto parlare di sè nella storia bianconera, ed eppure è stato il primo acquisto dell’era Andrea Agnelli e Beppe Marotta. Andiamo con ordine, Maggio 2010, in seguito a un campionato deludente, partito in pompa magna con gli acquisti di Diego e Felipe Melo e proseguito con l’esonero di Ciro Ferrara e l’approdo di Alberto Zaccheroni, la Juventus arriva settima in campionato. A fine stagione John Elkann fa un repulisti generale, affidando la presidenza della squadra al cugino Andrea Agnelli e l’area sportiva all’ex manager della Sampdoria, reduce dalla qualificazione ai preliminari di Champions, Beppe Marotta (insieme a Fabio Paratici).

Il lavoro da fare è massiccio, tant’è che quella Juventus vivrà una nuova stagione incolore, con un altro settimo posto, la scelta di Gigi Del Neri in panchina e tanti acquisti, alcuni di questi porranno le basi alle future vittorie, altri si perderanno nei meandri del calcio.

Tra questi, alcuni ricorderanno, Marco Motta, terzino di proprietà dell’Udinese e con’un esperienza tra alti e bassi nella Roma giallorossa, che, di fatto, sarà il primo acquisto di Beppe Marotta da manager della Juventus.

Corsa, forza fisica, buona velocità, i bianconeri si affidano alle qualità del classe ’86 pensando di aver sistemato la fascia destra difensiva, di fatto il ragazzo, nonostante le 22 presenze in campionato e il debutto in Nazionale, non brillerà mai, commettendo più di qualche leggerezza difensiva e venendo frenato da alcuni infortuni, tant’è che Del Neri deciderà di provare nel ruolo, a turno, Rinaudo, il giovane danese Sorensen e perfino Simone Pepe. Al termine della stagione, con l’approdo di Antonio Conte, l’ex romanista non vedrà più il campo nell’anno del primo scudetto della nuova era bianconera, venendo prestato a metà stagione al Catania dove scenderà in campo 13 volte, il primo di una serie di prestiti che lo manderanno in giro per l’Italia.

Terminata la stagione Motta va al Bologna, giocando 19 volte, per poi tornare in bianconero all’inizio del 2013/14, racimolando anche 2 spezzoni in campionato (uno nella sconfitta per 4-2 a Firenze) ed uno in Coppa Italia, per poi far le valigie a Gennaio, ancora in prestito, direzione Genoa, con 13 presenze ed 1 gol.

Al termine della stagione Motta torna ancora a Torino, restando però fuori dai piani tecnici anche di Massimiliano Allegri, e rescindendo il contratto nel 2015, quando inizierà un girovagare per l’Europa.

Poche settimane dopo la rescissione si accasa al Watford, all’epoca in seconda divisione inglese, racimolando 9 presenze ed ottenendo la promozione in Premier League. Non confermato, dopo alcuni mesi da svincolato firma per il Charlton, ancora in seconda divisione inglese, totalizzando 12 presenze. Ancora svincolato a fine stagione, nel 2017 vola in Spagna, nella serie B spagnola, firmando con l’Almeria, totalizzando 15 presenze. Si conferma nella sua seconda stagione spagnola, con 28 presenze ed anche 3 reti, decidendo però nel Giugno 2018 di rescindere il contratto.

Terminata l’avventura spagnola decide di intraprendere una nuova epserienza, firmando per i ciprioti dell’Omonia Nicosia un contratto biennale.

Dopo aver racimolato 7 presenze nella stagione 2018/19 decide, nel mercato invernale del 2020, di cambiare ancora maglia e, soprattutto, Paese, arrivando in Indonesia, firmando per il Persija Jakarta.

Un continuo via vai di maglia, da un campionato all’altro, da un Paese all’altro, esperienze sicuramente affascinanti, ma che non son valse una carriera di primissimo piano all’ex bianconero. E dire che, se qualcuno gli chiederà un giorno con quale acquisto sia partita l’epopea bianconera sotto la gestione Agnelli, potrà vantarsi di esser stato lui, il terzino giramondo, il primo prescelto del Marotta Juventino.

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