Che fine ha fatto? Mariano Gonzalez, la freccia rosanero

Un oro olimpico, un campionato italiano, 3 campionati portoghesi, 3 coppe di Portogallo, 2 supercoppe portoghesi, 1 Europa League. Un palmarès di tutto rispetto, quello di Mariano Gonzalez, eppure che non rispetta appieno le potenzialità che avrebbe potuto e dovuto dimostrare l’argentino ex Palermo. Tutto inizia nel 1981 a Tandil, città argentina che evidentemente è terra fertile per gli esterni di centrocampo estrosi e tecnici (vi nasce anche Mauro German Camoranesi), Mariano è un ragazzino che con il pallone ci sa fare, il tocco è di quelli dolci, con brevi carezze alla sfera che tanto ama. Mariano è veloce, soprattutto, una vera e propria freccia, logico che quindi, sin dalle giovanili, il suo ruolo naturale sia quello di esterno. La prima squadra a puntare su di lui è l’Indipendiente, dove l’argentino inizia a tirare i primi calci, ma il salto tra i grandi avviene ad Avellaneda.



Mariano firma nel 2001 per il Racing Club dove diventerà da subito una delle pedine fondamentali del club biancoceleste, 64 presenze e 14 reti, tra cui una decisiva in un epico 4-3 al Boca Jrs, il suo bottino in 3 anni, tanto basta per attirare le attenzioni dell’Europa e della nazionale albiceleste. Mariano debutta con Marcelo Bielsa in nazionale maggiore nel 2003, andando subito a segno contro l’Honduras, per poi far parte della vittoriosa spedizione olimpica di Atene 2004, in una rosa che vedeva anche gente come Aguero, Tevez, D’Alessandro, Saviola e Mascherano.

Proprio le Olimpiadi spalancheranno le porte della fame in Europa al giovane Mariano. Il 24 Agosto ad affrontarsi sono i giovani dell’Albiceleste e i ragazzini terribili di Claudio Gentile, guidati dai gol di Gilardino, la grinta di De Rossi, le chiusure di Chiellini e le geometrie di Pirlo. Una nazionale, quella azzurra, davvero forte, reduce dal successo agli Europei di categoria, ma che trova un avversario ancor più forte, a dire il vero devastante. Sarà 3-0 senza scuse e senza attenuanti, e nel tabellino marcatori, oltre Tevez e Lucho Gonzalez, troverà posto anche la freccia di Tandil. Il Palermo di Zamparini, neopromosso in Serie A, inizia a sfregarsi le mani: acquistato poche settimane dal Racing, si rende conto che l’argentino può essere un’arma decisiva anche nel calcio europeo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E così sarà, Mariano trova spazio in una squadra ricca di talento e di futuri campioni del mondo, da Luca Toni ad Andrea Barzagli, da Cristian Zaccardo e Fabio Grosso, fino a Simone Barone. Lui da un lato, Santana, altro argentino, dall’altro, il Palermo vola sulle ali sudamericane e Mariano, dopo un’estate passata a girare il mondo con la nazionale argentina tra Copa America, Olimpiadi e Qualificazioni Mondiali, può finalmente abbracciare la realtà rosanero. Il primo gol in Serie A arriva il 7 novembre 2004, ed è decisivo per trovare il pari nell’ 1-1 con il Parma, il secondo regala i 3 punti a Firenze dando un contributo fondamentale nella corsa europea dei siciliani. A fine stagione le presenze saranno 21 e il Palermo, da neopromosso, sotto la sapiente guida di Alberto Guidolin arriva subito in Coppa Uefa, terminando al sesto posto in campionato. La stagione successiva Speedy Gonzalez, come chiamato dai tifosi palermitani, si ripete, diventando un punto di riferimento fondamentale dell’11 di Del Neri, che a volte lo schiera anche punta: 30 presenze in campionato, due reti, un centro anche nella campagna europea dei rosanero e ben 4 reti in Coppa Italia. Un bottino che non passa inosservato, sull’argentino puntano gli occhi Inter e Juventus, con i nerazzurri che si assicurano, in piena tempesta Calciopoli, le prestazioni dell’ex 19 rosanero.

Dopo due anni importanti a Palermo Gonzalez vola quindi a Milano, in prestito, arricchendo la rosa nerazzurra che dominerà un campionato insolito, per le note vicende del 2006. 14 presenze in A, per lo più spezzoni, con due assist, e 7 presenze con 1 gol in Coppa Italia, non basteranno per convincere Roberto Mancini a riscattarlo, così per Mariano si prospetta una nuova avventura fuori dall’Italia, in Portogallo.

Nell’estate del 2007 è il Porto a puntare su di lui, dove resterà 4 anni vincendo praticamente tutto. Con i portoghesi Mariano trova spazio e trofei, disputando anche buone prestazioni nelle Coppe europee, come il gol del pari all’ultimo respiro contro il Manchester United ai quarti di finale nel 2009, contro i futuri finalisti della competizione. Dopo 114 presenze totali con il Porto e dopo aver fatto parte della rosa vincitrice dell’Europa League, pur senza giocare la finale,  Mariano decide di tornare in Argentina, firmando nel 2011 per l‘Estudiantes.

Il suo gioco, fatto di tecnica e guizzi veloci inizia a risentire degli anni e di qualche infortunio di troppo, nonostante questo l’argentino scende 49 volte in campo con i biancorossi, trovando anche due gol, esperienza inframezzata dai prestiti all’Arsenal Sarandì e al Deportivo Sanamarina nel 2012/13 e 2014/15. Nel 2010 decide di cambiare aria e firmare per l’Huracàn, dove ritrova con continuità la via del gol, segnando dieci volte tra il 2016 e il 2018, per poi unirsi nel mercato invernale del 2018 al Colòn de Santa Fè, dove a 37 anni attualmente milita.

Una carriera molto promettente, che ha vissuto dei veri e propri boom tra Palermo e Porto, ma che ha visto raccogliere una discreta quantità di trofei a Mariano Gonzalez, ancora oggi ricordato con affetto dai tifosi palermitani come uno degli eroi della prima storica qualificazione europea dell’epoca Zamparini. Da Tandil a Palermo, fino alle vittorie di Oporto, la storia a tutta velocità di “speedy” Mariano Gonzalez.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.