Nobili decadute: Aston Villa

Centro e cuore inglese. Anzi, britannico perchè Birmingham si trova al centro della Gran Bretagna. Da vedere, poco ma da fare, tanto. La birra è un elemento cittadino fondamentale perchè vi sono centinaia di pub e locande che hanno una vastissima scelta di birra da poter gustare. Poi, per gli amanti del genere, Birmingham è considerata la patria inglese dell’Heavy Metal visto che i Judas Priest e i Black Sabbath sono originari di Birmingham. Robert Plant e John Bonham provengono da quartieri vicini. Per i meno esperti, questi due ragazzi daranno luce ai Led Zeppelin. Quindi, birra e musica, manca il calcio che non ha nulla da invidiare a birra e musica. Brimingham, infatti, oltre all’omonima squadra, è la città in cui ha sede l’Aston Villa, la cui storia parte nel 1874.

Il Villa Park, lo stadio che ospita le gare casalinghe dell’Aston Villa

Quattro ventenni che vanno matti per il calcio. Frase comune e attuale. Non comune però, nella seconda metà dell’ ottocento. Il calcio è materia curiosa, delle volte anche oscura. Il bello è che serve solo una sfera, meglio se di cuoio. Jack Hughes, Frederick Matthews, Walter Price e William Scattergood fanno parte di una chiesa metodista ad Aston, quartiere di Brimingham. Stanchi di non aver nulla fra le mani, decidono di fondare una piccola associazione che ha come materia principale il calcio. Data di nascita esatta: 21 novembre 1874. La prima partita dura un tempo. O meglio, nel primo tempo si gioca a calcio ma con le regole del rugby, mentre nel secondo si gioca puro football. Bisogna però decidere dove far giocare la squadra ma non c’è una grande scelta. Si opta per il Wellington Road, nel quartiere Perry Barr di Birmingham. Non crediate che ci fossero docce e spogliatoi spaziosi ma vi erano sporco, ratti e poco spazio. Ma per il calcio, questo e altro. Intanto si è arrivati ad un’ accordo per costruire un nuovo impianto, l’attuale Villa Park, casa dei Villans dal 1897. Bisogna decidere anche i colori del club e a Birmingham si ha un pò di confusione. Prima di arrivare all’attuale claret & blue (che va tanto di moda in Inghilterra) il club usava il nero, il blu e il rosso, a volte anche il verde. Il primo trofeo arriva nel 1880 con la vittoria della Birmingham Senior Cup. Sette anni dopo l’Aston Villa trionfa nel torneo più antico del mondo, ovvero l’ FA Cup. La FA Cup di allora era aperta a tutte le britanniche, quindi poterono aderirvi anche scozzesi e gallesi. Infatti i Glasgow Rangers sfidarono i Villans, Ma il risultato premia gli inglesi che vanno a giocarsi la finale con un vicino di Birmigham ovvero il West Bromwich Albion. 2-0 per l’Aston Villa, che conquista così la prima coppa nazionale.

Nel 1887 l’Aston Villa trionfa per la prima volta in Fa Cup

Ma in Inghilterra urge un campionato nazionale. Il più lesto e visionario è uno scozzese, dirigente dei Villans di nome William McGregor. Il calcio è popolare, ma può divenire celebre. Per questo il Regno Unito ha bisogno di un campionato. Esatto, Regno Unito. McGregor denomina la lega Football League e non English League in modo tale che club scozzesi e gallesi possano iscriversi, stile FA Cup. Così si arriva all’ 8 settembre 1888, data in cui inizia ufficialmente il primo campionato britannico di calcio, ma scozzesi e gallesi non se ne vedono. A dir la verità neanche Londra verrà rappresentata da qualcuno. Stagione dopo stagione le partecipanti crescono, ma scozzesi, gallesi e londinesi giocano a nascondino. Poco importa, il calcio non si ferma. L’Aston Villa è uno dei club più importanti e popolari e i migliori calciatori vogliono andare a Birmingham. Nel 1897 arriva il primo double della propria storia ossia, coppa e campionato. Nell’era vittoriana non esiste squadra che ha conquistato più titoli. Nel 1920 i Villans conquistano la sesta FA Cup della loro storia, battendo prima il Chelsea a Bramall Lane e poi vincendo per uno a zero contro l’ Huddersfield Town, con rete di Billy Kirton, attaccante dei Villans. Sembra tutto normale ma per troppi anni i Villans non vinceranno nulla. Arriveranno spesso a metà classifica ma, quando sembra che stia rinascendo la fenice dalla ceneri, nel 1936 arriva la prima retrocessione del club in Division 2. Due anni nella serie cadetta, poi il club risorge e torna nel massimo campionato nazionale. Tre anni dopo, Hitler, seppur indirettamente, interrompe i campionati. La Luftwaffe vola quotidianamente sui grigi cieli inglesi e spesso fa cadere qualcosa che distrugge e fa molto rumore. Birmingham, come Londra ed anche Old Trafford, vengono bombardate dagli aerei tedeschi. Alla ripresa, il campionato lo si può descrivere come un ragazzino dopo la prima sbronza. Ma calciatori e dirigenti sono determinati a far bene anche se il calcio in realtà non se ne era mai andato, per le strade e le viuzze in mattone si è sempre continuato a prendere a calci la palla. Un occhio sulla palla e l’altro al cielo, per controllare se passavano i tedeschi. L’ Aston Villa termina il campionato all’ottavo posto. Le stagioni proseguono nell’anonimato della metà classifica in cui a marzo sei già con la testa alle vacanze, sempre che te lo possa permettere. Nel 1957 dopo una grande cavalcata, si sfidano in finale di FA Cup i Villans e i Busby Babes del Manchester United. Byrne, Foulkes, Charlton e un giovanissimo Duncan Edwards non dovrebbero avere problemi contro una formazione come quella dell’ Aston Villa. Le cose vanno diversamente perchè McParland segna due gol in cinque minuti e riporta il club al trionfo dopo 37 anni. Sul più bello, però, i Villans retrocedono di nuovo (due anni dopo) e i tifosi iniziano ad essere tanti ed impazienti. Ma la squadra reagisce bene e vince la Second Division

Nel 1961 il club di Birmingham vince la prima Coppa di Lega contro il Roterham: è la prima edizione di quella coppa, nata per consolare chi veniva eliminato dalla FA Cup. Cinque anni più tardi, si gioca il Mondiale inglese e la FIFA sceglie il Villa Park come sede per tre partite della competizione. Verranno infatti giocate le partite del gruppo due, fra Germania Ovest, Spagna, Argentina e Svizzera. Nessun giocatore dei Villans alzerà la Coppa Rimet, anche perchè il club non può avere giocatori da nazionale, dato che un anno dopo retrocederà. Anni bui. Forse troppo. I Villans vengono maltratti anche in Second Division ed arriva così la retrocessione in Third Division e con questa la rivolta dei tifosi che chiedono le dimissioni della dirigenza. Arrivano gli anni ’70 e con loro nascono le prime firm inglesi. Per rivedere i Villans ad alti livelli tocca aspettare il 1975, quando finalmente ritorna in First Division e vince anche la coppa di lega. Due anni dopo replica ancora una volta dando così il via al ciclo vincente di quattro anni. Nel 1981 torna a vincere il campionato e torna finalmente festa grossa per le strade di Birmingham. Withe e Shaw sono troppo forti insieme, si completano. I trentotto gol in due sono tanti per l’epoca. Il primo posto regala ai Villans la partecipazione alla Coppa dei Campioni. Il cammino inizia con gli islandesi del Valur. Il sette a zero complessivo è il risultato di quanta distanza vi sia fra le due formazioni. Agli ottavi di finale, affrontano la Dinamo Berlino. 2-2 complessivo ma passano gli inglesi. Al turno successivo l’armata russa della Dinamo di Kiev: due a zero e dritti in semifinale. Tony Barton sta facendo miracoli con i Villans esordienti nella competizione, per andare in finale a Rotterdam devono, però, prima passare da Bruxelles. La gara di andata si gioca in Inghilterra in uno stadio gremito e rumoroso. L’azione che porta al gol inizia da Rimmer (portiere) e terminata con gol da Tony Morley (attaccante). Il destro di Morley non è forte ma è angolato, bacia il palo e si insacca alle spalle di Munaron. Il 26 maggio a Rotterdam gli inglesi sfidano così il Bayern Monaco che ha superato con un complessivo sette a quattro i bulgari del Cska Sofia.

L’Aston Villa campione d’Europa nel 1982

I tedeschi hanno uno squadrone, con Breitner nel mezzo e Rumenigge a buttarla dentro. Sono guidati da un maestro magiaro, di nome Pal Csernai, il quale con i tedeschi ha vinto tanto, seppur a livello nazionale. Ma gli inglesi e in questo caso anche scozzesi, visto che ve ne erano ben tre in campo, sono determinati e ben messi in campo. Non sono forti tecnicamente ma possono contare sulla loro forza di volontà. La partita inizia e prosegue non bene, visto che dopo appena dieci minuti sono costretti a far uscire Rimmer e a far entrare il 24enne Spink. La difesa dei Villans regge gli attacchi dei bavaresi. Non è facile segnare, visto che gli inglesi hanno subito solo due reti in tutta la competizione, per altro nella solita gara contro la Dinamo Berlino. Ma il Bayern spinge e lo fa sul serio. Un salvataggio sulla linea di Swain tiene ancora la rete degli inglesi pulita. A metà ripresa dopo una buona palla recuperata a centrocampo, Bremner vede Morley inserirsi, il quale tocca la palla tre volte, due tocchi servono per fintare sul difensore e mandarlo al bar, il terzo tocco vale l’assist per Peter Withe che a porta semi vuota rischia di sbagliare, perchè la palla urta il palo ma finisce rete. Sugli spalti è festa grossa, e al triplice fischio di Georges Konrath il pubblico inglese impazzisce, così come i giocatori in campo, increduli e allo stesso tempo al settimo cielo. Dennis Mortimer, capitano e bandiera dei Villans, sale le scale del Feijenoord Stadion, per andare insieme ai suoi compagni ad alzare al cielo il trofeo e mostrare al mondo che anche nel calcio ad alti livelli i piccoli miracoli posso avvenire. Nel gennaio del 1983 l’Aston Villa si aggiudica anche la Supercoppa Europea battendo in due incontri, il Barça di Udo Lattek.

Dopo i bellissimi mesi con due trofei europei in bacheca, le cose tornano alla normalità. Le stagioni in campionato sono anonime e prive di gioie, anzi nel 1987 la formazione di Birmingham retrocede. Il purgatorio dura solo un’ anno perchè i 78 punti realizzati in campionato permettono ai Villans di tornare nel massimo torneo nazionale. La stagione seguente ispira Nick Hornby a realizzare Febbre a 90. Il romanzo uscirà nel 1992, mentre il film verrà trasmesso nelle sale cinque anni più tardi. Ma la stagione dei Villans è tutt’altro che tranquilla. I quattordici gol di Alan McInally, permetteranno al Villa di salvarsi alle ultime giornate. Un solo pareggio in meno e sarebbe stata nuova retrocessione. La stagione 89-90 vede il Liverpool trionfare e prendersi la rivincita sull’Arsenal, finito quarto. Il Liverpool è inarrestabile, Rush e Barnes segnano a raffica ma il Villa fino all’ultimo cerca di stargli dietro. Si, esatto, il Villa lotta per il titolo ma i nove punti di distanza saranno decisivi. Graham Taylor compie un lavoro fenomenale, mentre David Platt si conferma un giovane di belle speranze. La stagione seguente è ricca di insidie e delusioni. David Platt è l’unica nota positiva visto che i 19 gol gli valgono l’ interesse del Bari, che in estate lo acquista per 12 miliardi di lire. Dopo due stagioni da dimenticare, il Villa torna a lottare per il titolo nel 1992-1993. Ma il Manchester United di Cantona e Mark Hughes è semplicemente di un altro livello. I Villans segneranno solo 57 reti in quel campionato e ne subiranno 40 (seconda miglior difesa). Intanto a Birmingham si formano le prime firm. Gli hooligans dei Villans vengono chiamati Aston Villa Hardcore e con loro vi sono gli adolescenti che vengono sdolcinatamente chiamati Villa Youth. Saranno noti gli scontri con la Inter City Firm e con i Birmingham Zulus la firm dell’altra squadra cittadina. Gli anni novanta se ne vanno ma prima di fine secolo l’Aston Villa fa in tempo a vincere altre due coppe di lega. Nel 1994 dopo due gare di semifinale a dir poco rocambolesche contro il Tranmere City, il Villa passa e affronta il Manchester United super favorito. Prima Atkinson, poi Dean Saunders confezionano il successo per tre reti a uno sui Red Devils. Due anni più tardi la storia si ripete: dopo aver eliminato l’ Arsenal di Bergkamp in semfinale, vi è il rischio che vi sia un derby in finale. Il Birmingham City compare sull’ altro lato del tabellone e dovrà affrontare il Leeds di Gary Speed e McAllister. Ma il derby in finale non verrà giocato per il Leeds vince entrambe le gare e va a Wembley a giocarsi la finale. La difesa del Leeds è però fragile e in continua pressione, l’ attacco dei Villans va che è una meraviglia e la Coppa torna a Birmingham dopo esser passata da Anfield. Nel febbraio del ’98 arriva a Birmingham John Gregory che ha anche giocato per il club, per due stagioni sul finire degli anni settanta. Il 20 maggio 2000 è chiamato a portare la FA Cup al Villa Park. In finale a Wembley però, c’è da battere il Chelsea di Vialli, Zola e Di Matteo. Ed è proprio quest’ultimo a far piangere i claret anc blue. Al minuto settantuno, Mario Melchiot, riceve palla sul lato corto dell’ area sfida Ian Taylor e lo salta con la veronica di Cruijff. Taylor fa fallo e sulla palla arriva Magic Box. Zola crossa in area, esce de Goey (male), rimpallo sfortunato con un suo compagno e la palla rimane lì. La sfera non rimbalza due volte, arriva Di Matteo che la colpisce violentemente e la mette dentro. Basterà solo questa rete per portare la FA Cup a pochi chilometri da Wembley. L’anno seguente torna un trofeo a Birmingham ed è la Coppa Intertoto che permette ai Villans di partecipare alla Coppa UEFA. Ma le cose vanno male e gli inglesi escono al primo turno contro i non irresistibili croati del Varteks, i quali usciranno al turno successivo subendo sei reti dal Brondby in due gare.

Nel 2015 i Villans tornano a disputare una finale di Fa Cup

Gli anni duemila sono tranquilli, il club non rischia mai seriamente nè di vincere nè di retrocedere. Grazie al sesto posto conquistato nel 2009 (saranno tre sesti posti consecutivi) il Villa, gioca finalmente nella neonata Europa League. Ma durano solo due partite, perchè il Rapid Vienna, ne fa due a Birmingham e accede ai gironi. Martin O’ Neil fallisce ancora una volta un obbiettivo principale. Per la stagione seguente viene chiamato Gerard Houlier che vinse molto con Liverpool e Paris Saint-Germain. L’Aston Villa si è nuovamente assicurato di giocare i play-off di Europa League ed incredibilmente sfidano ancora gli austriaci del Rapid Vienna che solo dodici mesi prima li eliminarono. Gli inglesi devono ancora piegarsi alle reti del Rapid e ancora una volta non si giocherà l’Europa League a Birmingham. Il morale e la stagione ne risentono, e il club finirà solamente nono in campionato. Se vi è una piccola consolazione nella stagione dei Villans è che l’anno seguente non si giocherà più il derby cittadino perchè il Birmingham City retrocede per 39 punti, uno in meno del Wolverhampton, altra nobile decaduta del calcio d’ oltremanica. Dopo aver vivacchiato per tanti (troppi) anni il Villa nel 2015 si ritrova a Wembley a giocare la finale di FA Cup, sfidando Wenger. Il cammino dei Villans, iniziato il 4 gennaio ha visto eliminare il Liverpool in semifinale. Il gol di Coutinho sembra condannare ad una sconfitta certa l’Aston Villa ma dopo aver superato il centrocampo Reds, è Benteke a chiudere l’azione mandando la palla alle spalle di Mignolet. Nella ripresa, Delph mette il due a uno e porta il Villa a giocare nuovamente a Wembley. Davanti a novanta mila persone il 30 maggio, Wenger e la sua banda distruggono i Villans e vincono per quattro a zero. Superata la delusione è tempo di ripartire. Ma la ripartenza non avverà realmente mai, anzi. Tim Sherwood viene allontanato dopo sole dieci partite e quattro punti. Viene chiamato Rémi Garde ma la sfortuna non se ne vuole andare dal Villa Park. Nonostante la buona squadra tra cui Lescott, Richards, Cissokho, Kozak e Ayew la squadra non riesce ad ingranare la marcia, dovuta però anche ad aluni problemi finanziari. Ultimo in Premier con soli 17 punti il Villa saluta la Premier dopo 28 anni divisi fra First Division e Premier League. Ad inizio giugno la società viene venduta per 80 milioni di euro alla Recon Group con a capo il cinese Tony Xia. Nonostante la retrocessione si era comunque entusiasti perchè Lerner si era fatto da parte e Xia aveva fissato come obbiettivo l’ immediato ritorno in Premier, per poi arrivare subito sesti e riportare il Villa in Europa. Portare soldi a Birmingham sarebbe stato facile, grazie anche alla celebrità dei Villans in Cina. Il nuovo head coach sarà Di Matteo. Le cose andranno purtroppo diversamente: Di Matteo viene allontanato dopo sole undici gare (dieci punti) e la squadra fatica anche in Championship. Steve Bruce mette le cose un pò a posto e nelle successive sette gare non ne perdono una e mettono a segno 15 punti che tranquillizzano Birmingham. In pareggio terminerà anche il derby di Birmingham giocato a fine ottobre e terminato appunto per una rete a testa. Il 2017 inizia con tanti incubi: fino al 20 febbraio un solo punto. Il Villa si riprende con nove punti in tre match. Ad aprile vince anche il derby, in casa. Basta un gol di Agbonlahor a regalare tre punti ai claret and blue. La stagione (al di sotto delle aspettative) terminerà al dodicesimo posto.

John Terry, è a lui che i Villans si affidano per cercare la risalita in premier

La stagione attuale è già iniziata. L’esordio con l’Hull è terminato uno a uno ma sette giorni dopo, il Cardiff regola i Villans per tre a zero. Vedremo se la leadership e il carisma di John Terry, riporteranno i Villans in alto, per ridare da una nobile e romantica del calcio inglese, la quinta più titolata del paese dopo Manchester United, Liverpool, Arsenal e Chelsea, il palcoscenico che merita.

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