Che fine ha fatto? Adam Johnson, la fiaba inglese senza lieto fine

Stava andando tutto per il verso giusto. O quasi. La tua passione è un lavoro ben pagato: possiamo già fermarsi qui. Ti pagano per mantenerti in forma. Ti pagano per “dare un calcio ad una palla”. Hai appena vinto il titolo di campione d’Inghilterra al minuto novantaquattro. Mal che ti vada ti cedono.

E Adam Johnson nell’Agosto del 2012, fresco vincitore di Premier League col Manchester City, si trasferisce a Sunderland. Sembra un passo indietro ma in realtà non lo è perchè sulla sua carta d’identità alla voce, luogo di nascita o meglio, place of birth vi è scritto Sunderland: giocare nella squadra della città in cui sei nato non può certo essere un passo indietro. Di passi indietro Adam ne farà diversi a seguire e a furia di camminare come i gamberi, si ritroverà in una stanza piccola, maleodorante e con in testa i pensieri di chi a ventotto anni ha già chiuso col calcio.

Fresco d’estate ma di inverno non passate di lì, a meno che non vi piaccia la pesca in barca o volete vedere un match di calcio inglese col classico prepartita nel pub. A Sunderland vi è appunto il Sunderland FC che di titoli di campione d’Inghilterra ne ha vinti ben sei, tutti tra il 1891 e il 1936. Vi è una forte passione in questa piccola cittadina a nord-est dell’ Inghilterra. Il match col Newcastle è sicuramente il più sentito dai tifosi dei black cats. Negli ultimi anni però ci sono stati pochi alti e molti bassi. Quando si è però privi di trofei, ci si attacca alla passione e gli inglesi sono testa e spalle sopra il resto del mondo. Come in ogni città del mondo però, quando si vede un proprio figlio, indossare i colori della propria città e della propria squadra., i trofei possono anche tardare ad arrivare. Il 24 Agosto 2014 Adam Johnson proveniente da Sunderland firma un quadriennale per il Sunderland e in città si impazzisce anche perchè Adam non è che sia così tanto scarso ed ha vinto tre mesi prima la Premier League col Manchester City. Prima del City, Adam Johson aveva gironzolato nel nordest inglese tra Middlesbrough e Leeds per poi giocare nella periferia di Londra per tre mesi, al Watford. Dopo Watford torna a Middlesborough ed è un altro giocatore. Più completo, più consapevole dei propri mezzi. Puro mancino, pura ala destra, il classico giochino di rientrare sul piede forte e calciare sul secondo palo, di inglesi con le sue caratteristiche non ce ne sono. Infatti di fretta e furia il City lo acquista per otto milioni di euro nel febbraio 2010.

Caso curioso però. Boro Citizens si sono sfidati una settimana prima in FA Cup. Johnson è uscito a pochi minuti dalla fine del primo tempo per infortunio. Mancini lo vuole a tutti i costi e otto milioni per il City è come spendere un euro per il caffè per noi comuni mortali. Debutta il sei febbraio contro l’ Hull City. Debutta invece dall’ inizio tre giorni dopo, insieme a Tevez e Adebayor. Capello inizia a pensare di portarlo anche in Sudafrica ma nei mesi seguenti dopo alcune amichevoli, deciderà di lasciarlo alla vacanze estive. Segna il primo gol con la maglia azzurra contro la sua città, i suoi tifosi, allo Stadium of Light al minuto novantuno. Un trhiller. La star del club è però Tevez e a fine stagione sarà il milgior marcatore del club. Dopo aver visto i mondiali in televisione è tempo di tornare a far sul serio. Dzeko è il nuovo partner d’attacco e le cose iniziano col piede giusto. Mancini crea buoni schemi fra i due e i risultati, anche in Premier non tarderanno ad arrivare. Infatti la stagione dei Citizens è semplicemente folle. Un finale da film, che solo gli inglesi potrebbero creare. Fresco vincitore e considerato uno dei migliori calciatori inglesi il successo sembra dietro l’ angolo. Ma non lo è.

La dirigenza del City pensa in grande, troppo in grande e gli attuali risultati gli stanno dando ragione. Adam Johnson viene messo sul mercato e arrivano varie proposte da club inglesi e non. Ma Adam vuole solo un club, quello per cui ancora non ha mai giocato pur essendo un figlio di quella città. Sunderland Fc e Adam Johnson si sposano il 24 agosto 2012. A Manchester vanno tredici milioni di euro. A Sunderland ci va Johnson. La città lo accoglie come un eroe tornato dalla battaglia. Ha salvato donne e bambini, tifosi e dirigenti. Ma le cose a Sunderland non vanno come dovrebbero. Il club naviga in zone basse, a risollevare le sorti dei black cats viene chiamato a fine marzo 2013, Di Canio al posto di O’ Neill. Ma le celebri idee politiche di Di Canio non vanno giù al vicepresidente Miliband che si dimette senza se e senza ma.

Di Canio debutta con una sconfitta interna contro il Chelsea ma la partita quella vera è datata quattordici aprile 2013. Newcastle Sunderland non è una partita normale da quelle parti e l’ atmosfera è rovente. E lo dimostrano i ventidue arresti che la polizia ha effettuato a seguito di alcuni e violetni scontri nel centro di Newcastle. Sessegnon porta in vantaggio gli ospiti con un bel destro sul primo palo. Poco dopo l’ inizio del secondo tempo viene annullato un gol regolare a Sissoko, che avrebbe riportato il match in parità. Il raddoppio lo firma proprio lui, il figlio tornato a casa. Classica azione di un mancino come lui. Viene lasciato troppo spazio ad un mancino come il suo. Punta la porta al limite d’ area e mentre calcia, scivola. La palla si infila sotto il sette e Johnson si toglie la maglia e felice come un bambino sta andando ad esultare sotto i suoi tifosi. Mentre i giocatori esultano anche Di Canio si lascia andare, scivolando in giacca e cravatta sul prato del St. James Park, una scena da film. A completare la festa ci pensa il mancino di Williams che si infila preciso al sette. Il campionato è agli sgoccioli e i Black Cats si salvano per soli tre punti di distanza dal Wigan, il quale pochi giorni prima ha portato a casa la prima FA Cup della propria storia. Dopo aver confermato la fiducia a Di Canio però le cose non vanno come dovrebbero. Al posto del tecnico romano viene nominato Kevin Ball, il quale resta per circa venti giorni per poi lasciare il posto a Gustavo Poyet che ben conosce il calcio d’ oltremanica. Infatti porta i Black Cats a giocarsi la finale di League Cup contro il Manchester City, dopo aver eliminato in semifinale l’ altra squadra di Manchester.

La Premier League farà comparire il Sunderland alla posizione numero quattordici mentre la finale di League Cup andrà in bacheca a Manchester, parte azzurra. Johnson dimezza il bottino di reti in campionato rispetto alla passata stagione. Mentre Mou torna a Stamford Bridge, Poyet viene confermato head coach del club biancorosso. La sqaudra viene migliorata grazie agli innesti di Pantillimon, Jordi Gomez, Rodwell, Van Aanholt, Defoe e Reveillere dal Napoli, oltre che a Ricky Alvarez e Coates, quest’ ultimi due in prestito. La stagione inizia fra alti e bassi: nelle prime sette giornate, una sconfitta una vittoria e cinque pareggi. Ma la giornata numero otto, il Sunderland ne prenderà ben otto dal Southmapton di Graziano Pellé. Adam Johnson è una specie di altalena. Partite da otto e molte altre da cinque. Ma purtroppo per lui, il peggio deve ancora venire e da lì in poi, la fossa sarà sempre più profonda.

Il due marzo la squadra è in partenza per Hull, in cui affronterà i Tigers in un match valido per la salvezza. Ma Adam Johnson non c’è. Non ha subito infortuni, non è stato squalificato ma la polizia gli ha messo le manette ai polsi. Una notizia che sconvolge il calcio inglese e non: viene accusato di aver avuto un rapporto sessuale con una minorenne. Il giorno dopo però, viene liberato su cauzione, per poi rientrare ad allenarsi dopo aver pagato una multa salatissima, ed esser stato sospeso. I Black Cats la spunteranno per soli tre punti in più rispetto all’Hull City, retrocesso. Johnson continua ad aver la palla fra i piedi ma ogni giorno nella sua testa, ronza l’idea di finire dietro le sbarre, per un reato che non ha commesso. Per il 10 febbraio 2016 è prevista l’udienza. Intanto Johnson gioca, o meglio, dà quel che può. Le prestazioni non sono indimenticabili, tutto dipende da quel mercoledì. Il giorno arriva e davanti alla corte di Bradfrod, Adam si dichiara colpevole di aver baciato una studentessa quindicenne dopo averla conosciuta su Internet. Respinge però le accuse di aver avuto un rapporto sessuale. Mentre il Sunderland rescinde il contratto, la sentenza del 24 marzo non perdona: sei anni di carcere. Viene collocato nel carcere di Moorland nel South Yorkshire. Nella primavera del 2017 viene registrato da una videocamera nascosta. Si dice pentito di non aver avuto rapporti sessuali, vista la condanna. E che grazie al suo status di personaggio pubblico, il padre della figlia ha voluto andar fino in fondo alla questione. La ragazzina inoltre si presentava spesso agli allenamenti della squadra, vestita in modo alquanto provocante. Doveva esser lo stesso Johnson a troncare sul nascere ogni contatto con la studentessa. Ma il figliol prodigo di Sunderland ci è cascato e la corte ha troncato sul nascere una favola che poteva decollare e divenire chissà cosa.

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