Cristiano Ronaldo e Albert Fantrau, una storia d’amicizia di altri tempi

Funchal, tra il finire degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo il Portogallo presenta una nazionale di tutto rispetto, forse la più forte dai tempi del mitico Eusebio, ma è nelle giovanili di una piccola squadra dell’isola di Madera che a richiamare tutte le attenzioni sono due ragazzini terribili: Cristiano ed Alberto.


Talento da vendere, velocità, gol, i due ragazzetti si intendono alla perfezione dentro e fuori dal rettangolo di gioco, sembrano avere tutto per sfondare di lì a qualche anno nel calcio dei grandi, lo staff dell’Under 18 li coccola, ed anche qualche società maggiore inizia ad osservarli con attenzione.
Scegliere tra i due sembra impresa ardua, ma è ciò che deve fare lo Sporting Lisbona, che decide di andarli ad osservare in prima persona, creando subito tra i due competizione.


“In squadra possiamo portare un solo ragazzo, chi segnerà più gol tra voi due nella prossima partita sarà ingaggiato dallo Sporting”.

La gara successiva vede in attacco proprio i due amici, lo spettacolo è garantito, e presto la loro squadra va sul 2-0 con una marcatura a testa per i due.
A pochi minuti dal termine Alberto, dopo un’avanzata e saltando due avversari come fossero birilli, mette a sedere anche il portiere ritrovandosi la porta spalancata.
A sorpresa però, invece di segnare, decide di passare palla a Cristiano, che sigla il 3-0 e con due reti viene poi ingaggiato dallo Sporting Lisbona.

Quel ragazzino si chiamava Cristiano Ronaldo, ed il suo amico, Albert Fantrau, a precisa domanda

“Perchè hai deciso di passarmela?” rispose “perchè tu sei molto più forte di me”.

A distanza di molti anni ancora oggi i due sono grandi amici e CR7 non perde occasione per ricordare come, se non fosse stato per il suo amico, oggi non si parlerebbe del campione capace di vincere 5 palloni d’oro, 5 Champions League ed un Europeo.

Ed Albert Fantrau? Lui non ha sfondato nel mondo del calcio, ha intrapreso una carriera lavorativa ritrovandosi però presto disoccupato, ed ai giornalisti che in più di un occasioni, recandosi a casa sua, gli han chiesto come potesse mantenere la sua famiglia e permettersi allo stesso tempo una villa ed una macchina costosa, ha risposto sorridendo:

“Tutto merito del mio amico Cristiano, è tutto a spese sue”.

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