I bidoni del calcio: Antonio Donnarumma, quando essere fratelli conta

Premessa doverosa, rispetto a tanti altri bidoni dei quali abbiamo trattato su queste pagine web ad Antonio Donnarumma va perlomeno concesso il beneficio del dubbio, non avendolo mai visto all’opera con la casacca del Milan e più ingenerale in Serie A, per cui potrebbe benissimo rivelarsi un affidabile terzo portiere. La storia del calcio non è però priva di casi in cui i fratelli meno famosi vengono ingaggiati dalla squadra in cui milita il consanguineo più forte, da Kakà-Digao a Bobo e Max Vieri, da Nicolas e Gabriel Burdisso a Clarence e Cedric Seedorf fino a Diego e Hugo Maradona. Insomma, la famiglia Donnarumma non sarà la prima nè l’ultima in questa speciale classifica del pacchetto all inclusive tra fratelli calciatori.

I fratelli Donnarumma avversari in Milan-Genoa

Detto ciò, andiamo alla scoperta del prossimo portiere rossonero, che dopo aver iniziata la carriera nelle giovanili del Milan è pronto a far rientro a casa come tutor del fratello minore.

Antonio Donnarumma nasce nel 1990 a Castellammare di Stabia facendo le prime parate nella scuola calcio del Napoli della sua città, a 9 anni viene notato dalla Juve Stabia che lo tessera inserendolo nelle proprie giovanili. A 15 anni viene notato dal Milan che ne fa il portiere della categoria Allievi, giocando e vincendo il campionato 2007, in quella stessa squadra, allenata dall’attuale Ct dell’Under 20 Evani, giocava anche un’altro ex gioiello delle giovanili rossonere, Alberto Paloschi. Dagli Allievi alla Primavera la carriera di Donnarumma fa passi in avanti, chiamato sempre più frequentemente ad allenarsi con la prima squadra e convocato anche in situazioni di emergenza, aggiunge nel 2010 alla sua bacheca la Coppa Italia Primavera.

Sembra l’inizio di una promettente carriera, non ai livelli del fratello minore già superstar conclamata a 18, anni ma comunque da discreto portiere di categoria, ma tra un prestito e l’altro Antonio si perde, giocando poco e scendendo man mano di categoria. Parte dal Piacenza il suo esordio tra i professionisti, giocando alcune partite di Coppa Italia e l’ultima di Serie B contro l’Albinoleffe nel Maggio 2011. Il Piacenza retrocede, Donnarumma fa rientro al Milan che prontamente lo gira al Gubbio, ancora in B, qui gioca con continuità disputando 37 incontri di campionato, non riuscendo tuttavia ad evitare la retrocessione dei suoi.

Antonio Donnarumma con la maglia del Gubbio, 37 presenze per lui in Serie B

A fine stagione sembrano riaprirsi per lui le porte della Serie A, passando al Genoa in uno scambio tra giovani con il difensore Ferretti. In rossoblu ricopre il ruolo di terzo portiere, esordendo in Serie A all’ultima di campionato nella quale mantiene la porta inviolata nello 0-0 con il Bologna,risultando il migliore in campo. Nessuna presenza con il Grifone l’anno successivo, così nell’estate 2014 passa in prestito al Bari, ancora in Serie B. In Puglia inizia da titolare, tuttavia la stagione dei galletti non sarà esaltante, a pagarne le spese sarà anche lui che a metà stagione perderà il posto in favore di Enrica Guarna e facendo ritorno al Genoa a fine anno. La stagione 2015/16 la passa, invece, totalmente ai box, causa un brutto infortunio durante la preparazione estiva, così che per ritrovare confidenza con il campo, e siamo all’ultima stagione calcistica disputata, risolve il contratto con il Genoa e vola in Grecia per trovare il posto da titolare con l’Asteras Tripolis, disputando 21 incontri.

Ora il ritorno a Milan per fare, con tutta probabilità, il terzo portiere, grazie al fratello minore e sopratutto a Mino Raiola, arrivando a guadagnare un milione a stagione,  quasi quanto Lapadula e Suso. Non male per un portiere che sembrava ormai esser sparito dai radar e che ora tornerà in un big, seppur in tribuna.

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