Malesani rivela: “Pensavo di finire meglio la mia carriera, colpa mia, ma i social mi hanno deriso”

Sapete chi è l’ultimo allenatore italiano ad aver vinto la Coppa Uefa? Risposta facile: Alberto Malesani, nel 1999 con il Parma di Buffon, Cannavaro, Thuram e Crespo. Una carriera di alti e bassi, ma che ormai da alcuni anni, dopo le ultime deludenti esperienze tra Genoa, Palermo e Sassuolo, lo vede ai margini delle panchine. Lui stesso prova a fare una riesamina della sua carriera, motivando il perchè sia senza squadra:

“Confesso che pensavo di finire meglio la mia carriera, probabilmente ho grosse colpe io per le scelte sbagliate che ho fatto, avrei dovuto farne altre.
Credo di aver sempre lavorato bene, con spunti avveniristici e con idee innovative e non quelle trite e ritrite delle quali sento sempre parlare.
Il calcio è una ricerca quotidiana e magari non avendolo saputo spiegare sono finito per diventare famoso per quelle cazzate sui social.

Sono stato giudicato per le mie esternazioni, le mie espressioni, il mio modo di essere persona e di evidenziare la passione per il calcio e non per il lavoro che ho fatto sul campo come avrebbe dovuto essere.
Tutte queste cose sono stati riprese dai social e di conseguenza sono stato deriso e sbeffeggiato.
Così è caduta la stima nei miei confronti, penso che qualcuno mi ritinga a fine corsa o che abbia voluto farmi uscire dal giro.
Chi può averlo voluto? Non ho nomi e cognomi da fare.
Le colpe principali sono le mie, il mio sistema di lavoro non è adatto a esperienze brevi, il mio modo di fare e insegnare calcio ha bisogno di più tempo.

A me danno tremendamente fastidio gli scimmiottatori.
Va di moda il calcio di Guardiola?
Bene, si fa di tutto per scopiazzarlo.
Ma è un errore, perché ognuno deve esprimere se stesso, rispettare i valori tecnici e tattici dei propri giocatori.
Tu puoi girarla come vuoi, ma se non hai qualità dove vuoi andare.
I guru nel calcio non esistono.
Ora sento parlare di tiki taka, di calcio circostazionale, di come si devono allenare i calciatori.
E’ tutto sbagliato, mi viene da sorridere, perché gli allenatori devono pensare invece a come prepararsi”.

ALBERTO MALESANI

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